Vita

5 novembre 1930. Nasce a Laorca di Lecco da Daniele e Luisa Valsecchi, primo di 5 figli (Annamaria, Maria Teresa, Pinuccia e Alberto).
1947. Entra nel seminario diocesano di Venegono Inferiore (Va).
28 giugno 1953. È ordinato sacerdote nel Duomo di Milano dal cardinale arcivescovo Ildefonso Schuster.
1954-1961. È inviato come viceparroco a Locate Varesino (Co).
1961-1962. È nominato viceparroco a Verano Brianza (Mi), dove risiede per poco meno di un anno. Riceve, dopo molti anni d’insistenza, l’autorizzazione del cardinale arcivescovo Giovanni Battista Montini a entrare nel Pime.
Ottobre 1963. Riceve il Crocifisso di missionario partente nella chiesa del Pime a Milano, dalle mani di monsignor Giovanni Colombo. Nonostante il suo amore per la montagna lo spinga verso la Birmania e le sue impervie pareti, i superiori gli indicano come meta il Brasile.
5 novembre 1963. Partenza da Genova su una nave da carico per Macapá e Parintins in Amazzonia brasiliana.
Dicembre 1963. Viene nominato viceparroco della Cattedrale di Parintins, con vari incarichi a livello diocesano. Padre Gianola inizia le “Olimpiadi di Parintins”, la “Repubblica dei ragazzi” e altre iniziative di carattere religioso e sociale (tra le quali il festival folcloristico di Parintins).
1966. Gli vengono affidate 60 comunità sui fiumi, da Parintins al Mocambo, che dipendono dalla cattedrale di Parintins. Svolge un grande lavoro di animazione delle comunità rurali dell’interno.
1968. Il 18 febbraio arrivano a Parintins, chiamati dal vescovo locale, monsignor Arcangelo Cerqua del Pime, i primi Tvc (Tecnici volontari cristiani) di Milano per dirigere la scuola professionale. Tre anni dopo, alcuni di essi si spostano al Mocambo, dove seguono le comunità rurali e le “colonie agricole” iniziate da padre Gianola. Fra questi, Giorgio Campoleoni (e la fidanzata Myriam, venuta dall’Italia per sposarlo) seguirà padre Augusto in tutta la sua opera a favore delle colonie agricole e della Scuola agricola a Urucará.
10 maggio 1970. Padre Gianola diventa primo parroco della parrocchia San Giuseppe operaio, parrocchia che ha preparato da diversi anni in Parintins. La prima chiesa e casa parrocchiale che egli costruisce sono di stile locale, come le capanne dei caboclos, in legno e paglia, suscitando contrasti col vescovo e gli altri missionari. L’anno dopo, in risposta alle richieste del suo popolo, padre Gianola incomincia la costruzione della chiesa in muratura.
Marzo 1973. Lascia Parintins e torna in Italia per la prima vacanza, dopo 10 anni di missione.
20 novembre 1973. Rientra dall’Italia, va a Manaus e all’inizio di dicembre è in foresta col caboclo Cicero. Si stabilisce sul Rio Panauarú, non lontano dalla comunità del Mocambo.
15 settembre - Natale 1974. Augusto si ritira al Paratucú, luogo più all’interno sul fiume omonimo, in cui vive da solo (una sorta di “eremo”). Intanto è venuta dall’Italia Nella Castiglioni, infermiera e ostetrica di Locate Varesino, che vive a Urucará e aiuta nel lavoro delle colonie agricole. Fino a quando ritorna in Italia per sposarsi nel 1983, è la confidente e l’aiuto principale di padre Augusto.
Gennaio 1975. Padre Gianola esce dall’eremo in foresta ed è in forza alla parrocchia di Urucani, prelazia di Itacoatiara, come assistente del parroco, incaricato delle comunità in foresta e lungo i fiumi. Viene eletto coordinatore del Cetru (Centro di Formazione Rurale). Negli anni seguenti realizza in grande il progetto delle “colonie agricole” già avviate nel 1971 da alcuni volontari italiani da lui ispirati. Il modello erano le comunità cristiane degli Atti degli Apostoli: vita comunitaria, preghiera in comune, proprietà comune della terra.
1976. Fonda a Urucani la Scuola agricola intensiva per dare ai figli dei caboclos una formazione agricola moderna, che viene diretta da Giorgio Campoleoni. La Scuola acquista in breve tempo una grande fama in Amazzonia, visitata e lodata dalle autorità brasiliane.
1979. Lascia il coordinamento del Cetru a un colono.
1980-1985. Augusto assume la direzione della Scuola agricola di Urucani, quando Giorgio Campoleoni e la moglie Myriam, con tre figli piccoli, ritornano in Italia. Anche Nella Castiglioni, ritorna in Italia per sposare Giorgio Liverani, volontario a Urucani. Padre Augusto affida la direzione della Scuola agricola a un ex alunno, diventato perito agrario locale.
28 giugno 1985. Decide di rientrare in Europa con un itinerario a dir poco particolare. Lascia Urucará e in canoa scende il Rio delle Amazzoni fino a Macapá (1400 km): 15 giorni di viaggio. Da Macapá passa a Belém, poi a Recife (un po’ a piedi e un po’ in pullman), quindi raggiunge in aereo Lisbona. Di lì a piedi fino a Fatima, quindi a Lourdes, sempre a piedi e, finalmente, in Italia con il pullman.
30 agosto 1985. Arriva in Italia per la vacanza. Visita alcuni monasteri benedettini in Italia e in Francia.
6 febbraio 1986. Riparte dall’Italia per il Brasile con destinazione il monastero benedettino di Jequitibá, nello Stato di Bahia.
18 agosto 1986. Lascia Jequitibá e ritorna in Amazzonia viaggiando con mezzi pubblici e a piedi (per nove giorni). Si ritira di nuovo nell’eremo del Paratucú.
1989. In primavera padre Gianola soffre di un’insensibilità al piede e alla gamba destra, dopo aver riportato una ferita al piede. A Parintins scopre che è diventato lebbroso. Nuove analisi a Manaus confermano la diagnosi.
Agosto-settembre 1989. Lascia definitivamente il Paratucú per essere curato dalla lebbra (contratta in forma non infettiva: quando ritorna in Italia nel marzo 1990 è del tutto guarito). Il vescovo di Parintins, monsignor Giovanni Risatti, presenta padre Gianola alla comunità del Mocambo, come responsabile delle comunità cristiane di quell’area.
27 novembre 1989. Va in onda su Rai Uno, in prima serata, l’intervista di Enzo Biagi nel programma “Terre lontane”, che rende padre Augusto un missionario conosciuto e amato da un vasto pubblico italiano.
20 febbraio 1990. Augusto lascia il Mocambo e si trasferisce a Parintins, poi a Manaus e a San Paolo, per curarsi dal cancro.
24 marzo 1990. Parte da San Paolo con destinazione Italia per continuare le cure. È invitato a parlare in parrocchie, scuole, gruppi giovanili, nonostante il male che progredisce.
24 luglio 1990. Muore a Laorca di Lecco, in casa del fratello Alberto, dopo tre operazioni alla testa per cancro al cervello.